La nostra attività è centrata sulla diagnosi e sulla terapia chirurgica dei difetti della parete addominale. Nell’unità di Chirurgia Generale dell’Ospedale Dott. Pederzoli vengono eseguiti ogni anno più di 450 interventi chirurgici, 320 dei quali in regime di Day Surgery. Al momento della visita, il Medico deciderà il successivo iter terapeutico che potrà prevedere l’immediata indicazione all’intervento chirurgico piuttosto che l’approfondimento diagnostico pre-operatorio mediante ecografia o TC addome (che possono essere eseguiti presso la nostra stessa Struttura).

In caso di piccoli difetti di parete (ernie inguinali, ernie ombelicali, laparoceli su trocar) l’intervento verrà eseguito in regime di Day Surgery con dimissione a domicilio la sera stessa o il giorno dopo l’operazione. In caso di importanti difetti (voluminose ernie ombelicali o grandi laparoceli su laparotomie) sarà invece necessario il ricovero ospedaliero.

 

 

 

 

 

CHIRURGIA

ERNIA INGUINALE
Consiste nel cedimento della parete addominale in corrispondenza della regione inguinale. Si può classificare in: obliqua esterna, diretta od obliqua interna. E’ favorita dalla progressiva debolezza della stessa parete addominale associata all’aumento della pressione intra-addominale (gravidanza, prolungata stazione eretta, cirrosi, lavori pesanti). L’intervento prevede una piccola incisione inguinale lunga circa 5-6 cm (maggiore se l’ernia è inguino-scrotale), l’isolamento e la riduzione del sacco erniario quindi la ricostruzione della parete addominale per strati e il suo rafforzamento mediante una rete protesica. L’intervento viene eseguito in anestesia subaracnoidea, in regime di D.H. e la degenza non supera le 24 ore.

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ERNIA OMBELICALE
L’intervento può essere eseguito in anestesia locale o in anestesia subaracnoidea e prevede una incisione periombelicale a semiluna, l’isolamento e la riduzione del sacco erniario quindi la ricostruzione della parete addominale. La riparazione della porta erniaria può avvenire per sutura diretta (chiusura tramite punti) o per plastica protesica (apposizione di una rete in modo da rinforzare la parete stessa). In caso di ernie ombelicali di piccole dimensioni, è sufficiente un ricovero in regime di D.H. e la degenza non supera le 24 ore, dall’altra parte, in caso di ernie di dimensioni maggiori, può essere necessario il ricovero ordinario.

ERNIA CRURALE
Tipicamente femminile, questa ernia è caratterizzata dalla protusione del sacco erniario al di sotto del legamento inguinale, attraverso cioè il canale crurale (medialmente ai vasi femorali). Il trattamento non prevede l’apertura del canale inguinale ma, una volta isolata e ridotta la stessa ernia, il posizionamento di un piccolo plug (tappo) protesico nel canale crurale in modo da chiuderne la breccia. L’intervento viene eseguito in anestesia subaracnoidea, in regime di D.H. e la degenza non supera le 24 ore.

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LAPAROCELE SU TROCAR
E’ l’ernia che si forma su una delle breccie chirurgiche di un pregresso intervento laparoscopico. Le dimensioni sono variabili ma di solito contenute. Il tipo di anestesia (locale, subaraconidea o, meno frequentemente, generale) e il tipo di intervento chirurgico (sutura diretta o plastica protesica) sono influenzati dalla grandezza dello stesso laparocele, dalla sua posizione e dalle condizioni cliniche del Paziente. Nella maggior parte dei casi, è sufficiente un ricovero in regime di D.H.

LAPAROCELE
E’ un’ernia che si forma in sede di una precedente incisione chirurgica che ha determinato un indebolimento della parete addominale. Il trattamento chirurgico può essere eseguito tramite una nuova laparotomia o, in casi molto selezionati, per via laparoscopica. Prevede il rinforzo della parete addominale attraverso il posizionamento di una rete protesica e la ricostruzione per piani anatomici. Vista la complessità e la delicatezza di questo tipo di intervento, è necessario il ricovero in regime ordinario con una degenza di almeno 4-5 giorni.

URGENZA CHIRURGICA
In alcuni casi, la patologia erniaria si manifesta come una vera e propria urgenza chirurgica che richiede non solo l’accesso in Pronto Soccorso ma anche il ricovero e il trattamento immediato. Questo si verifica in caso di incarceramento della stessa ernia che non è più in grado di rientrare in addome. Se tramite le cosiddette manovre di taxis non si riesce a ridurre il sacco erniario, l’evoluzione è infausta e può portare alla sofferenza vascolare dell’ansa intestinale erniata e alla sua perforazione. Il trattamento chirurgico urgente è sovrapponibile a quello in elezione per sede ma può essere necessario resecare il tratto di intestino irreversibilmente danneggiato dallo strozzamento.