La nostra attività è centrata sulla diagnosi e la terapia chirurgica delle malattie neoplastiche, infiammatorie e disfunzionali del perineo e del canale anale. Nell’unità di Chirurgia Generale dell’Ospedale Dott. Pederzoli vengono eseguite ogni anno più di 1000 visite ambulatoriali. Gli interventi chirurgici sono circa 200 ogni anno.

ATTIVITA’

L’attività di ambulatorio di chirurgia proctologica è così organizzata:

  • Ambulatorio di proctologia (Lunedì ore 15,00)
  • Ambulatorio stomizzati con infermiere dedicato (Lunedì dalle 14,00 alle 15,00)
  • Ambulatorio medicazione (Martedì dalle ore 14,30)
  • Ambulatorio di libera professione (Dottor Moretto, Dott.ssa Bacchion)

AMBULATORIO DI PROCTOLOGIA

Benchè la regione anale e perianale siano di dimensioni contenute, lo spettro di patologie ad esse legate è molto vario. Sono prevalentemente patologie di origine benigna che spesso posso richiedere il solo trattamento medico. Presso l’ambulatorio di Proctologia vengono eseguite sia le prime visite che le rettoscopie rigide e le visite di controllo.

PATOLOGIE DELLA REGIONE ANALE E PERIANALE

ASCESSO E FISTOLA ANALE
Rappresentano due tempi differenti di un medesimo processo flogistico.
Punto di partenza è l’ascessualizzazione di una ghiandola del canale anale che aumendo di dimensioni ed estendendosi nel contesto del tessuto adiposo della fossa ischiorettale, giungerà in prossimità della cute perianale dando segno di sè mediante la presenza di una tumefazione arrossata e marcatamente dolente. La sintomatologia iniziale è quella di un dolore anale sordo profondo pulsante spesso associato a febbre. Lo stesso tende ad aumentare progressivamente. L’evoluzione successiva è quella o di un drenaggio spontaneo con netto miglioramento della sintomatologia dolorosa o di un drenaggio terapeutico eseguito dal chirurgo. Una volta drenata la cavità residua viene sottoposta a numerose medicazioni assistendo ad una sua progressiva riduzione lasciando spesso quale residuo un tramite fistoloso che mette in comunicazione il canale anale e la cute perianale.

A seconda del percorso del tramite fistoloso si riconoscono differenti tipi di fistole a complessità crescente:

Fistola Sottomucosa: tramite a decorso sottomucoso
Fistola Intersfinterica: il tramite si dispone nello spazio compreso tra sfintere interno ed esterno
Fistola Transfinterica: il tramite attraversa completamente sia lo sfintere interno che l’esterno
Fistola Sovrasfintericha: il tramite presenta un decorso che partendo a livello anale scavalca il cilindro sfinteriale
Fistola Extrasfintericha: l’orifizio primitivo della fistola origina a livello rettale per portarsi quindi a sbucare a livello perianale

fistola-anale

Varie sono le opzioni chirurgiche che dovranno essere attentamente valutate in base al tipo di fistola ed alla sua complessità e spaziano dalla fistulotomia, alla fistulectomia alla obliterazione del tramite con differenti metodiche (colla, plug biologico, pasta biologica), VAAFT (video assisted anal fistula treatment), LIFT (Ligation of Intersfinteric Fistula Tract). Talora un corretto setting preoperatorio richiede esecuzione di esami quali l’ecografia transanale con sonda rotante ed in casi particolari la RM.

EMORROIDI

Sono dei plessi venosi normalmente presenti nell’ano che partecipano seppur in inuma percentuale alla continenza fecale. La loro dilatazione varicosa patologica viene favorita da stipsi, gravidanza, sedentarietà o patologie che causano un aumento della pressione portale (es. cirrosi epatica). Le emorroidi vengono suddivise in 4 gradi: i primi 2 richiedono il trattamenti medico mentre il terzo (emorroidi che fuoriescono alla defecazione e rientrano con la manovra digitale) e quarto grado (emorroidi che restano stabilmente all’esterno dell’ano) richiedono il trattamento chirurgico.

L’intervento che viene praticato più frequentemente presso il nostro centro è l’intervento di Milligan Morgan che prevede l’asportazione dei principali gavoccioli emorroidari, garantendo la presenza di quei ponti mucosi fondamentali per la guarigione. Il Paziente resterà ricoverato per circa 2 giorni o comunque fino alla prima defecazione post-operatoria. Successivamente, il Paziente verrà seguito settimanalmente presso l’ambulatorio proctologico con medicazioni fino alla pressochè completa guarigione delle ferite chirurgiche. Altra metodica è rappresentata dalla Dearterializzazione Emorroidaria con Anopessia in cui il gavocciolo emorroidario viene lasciato in sede ma il suo apporto arterioso viene interrotto mediante applicazione di punti a carico dei rami terminali delle arterie emorroidarie inferiori

INCONTINENZA FECALE

Si definisce incontinenza fecale l’incapacità di controllo volontario della emissione delle feci. Un accurato studio con esame obiettivo, manometria anale, defecografia, ecografia transanale, defeco RMN, elettromiografia sfinteriale, studio del tempo di latenza del nervo pudendo, rappresentano parte importante nella definizione del quadro e nella valutazione delle opzioni terapeutiche al fine di migliorare la sintomatologia. Importante ruolo a tal proposito è svolto dalla riabilitazione funzionale pelvi perineale che viene fornito presso la nostra struttura dal servizio di riabilitazione fisiatrica

PROLASSO RETTALE

Consiste nella fuoriuscita dall’ano del retto (prolasso completo) o della sua componente mucosa (prolasso mucoso o intussuscezione). Tale problematica, più frequente nella popolazione anziana, si presenta associata a quadro di incontinenza o di stipsi. Al fine di definire correttamente il trattamento chirurgico, la diagnostica si avvale della manometria anorettale, defecografia, ecografia transanle ed endoscopia. A seconda del quadro il trattamento può essere sia medico che chirurgico.

RAGADE ANALE
E’ una lacerazione interessante la superficie di rivestimento del canale anale. E’ una patologia caratterizzata da intenso dolore durante e dopo l’evacuazione è spesso associata ad aumento del tono sfinteriale. Bruciore e prurito sono altri due frequenti sintomi di tale patologia. Il trattamento è in prima battuta medico e, in caso di insuccesso, chirurgico.

CISTI PILONIDALE O SINUS PILONIDALIS
La cisti pilonidale o sacro coccigea è una formazione pseudocistica a contenuto pilifero localizzata a livello della piega interglutea. La stessa origina quale effetto di traumatismo reiterato a livello intergluteo con frammentazione ed incistamento dei peli presenti.
Si riconoscono infatti due fasi della malattia: Fase acuta corrisponde alla formazione dell’ascesso riconoscibile come una tumefazione marcatamente dolente ed coperta da cute arrossata; Fase cronica la cisti non più dolorosa comunica con l’esterno attraverso uno o più tramiti fistolosi attraverso cui fuoriescono liquido e ciuffi di peli. In fase cronica l’asportazione si rende indicata in caso la tumefazione risulti sintomatica o si verifichino recidive di acuzie. In tal caso il trattamento è mirato alla completa asportazione della formazione con in tragitto fistoloso e la tecnica può essere “aperta” (la ferita viene lasciata aperta e il processo di guarigione avviene per seconda intenzione richiedendo varie settimane) o  “chiusa” (la ferita viene suturata direttamente con una guarigione che nei casi favorevoli avviene in 10-15 gg). Di recente introduzione è la EPSIT (Endoscopic Pilonidal Sinus Treatment) in cui la ciste e il relativo tramite fistoloso vengono trattati con metodica video-endoscopica. Da sottolineare il fatto che qualsiasi sia il tipo di trattamento chirurgico non vi è la certezza dell’assenza di recidiva essendo impossibile eliminare il meccanismo patogenetico all’origine dell’evento.

CONDILOMI ANALI
Sono piccole escrescenze cutanee a localizzazione perianale o nel canale anale spesso asintomatiche. Le stesse possono ritrovarsi anche a livello genitale sia maschile che femminile. I condilomi sono la diretta conseguenza di una infezione da HPV (Human Papilloma Virus).Tale virus ha elevata capacità infettante e la trasmissione avviene per contatto diretto. Il trattamento varia a seconda delle dimensioni, del numero, della sede e della estensione delle lesioni presenti. Sono disponibili pomate ad uso topico che richiedono plurime applicazioni al fine di ottenere la scomparsa dei condilomi. Altra metodica è quella chirurgica che prevede la distruzione o completa asportazione delle lesioni da effettuarsi in anestesia locale. Da sottolineare il fatto che qualunque tecnica si adotti tali lesioni presentano alta frequenza di ricomparsa anche a mesi dall’intervento, diretta conseguenza della persistenza di infezione virale all’interno di cellule apparentemente sane.